Dott. Alessandro Castelli "Da ogni minuscolo germoglio nasce un albero con molte fronde. Ogni fortezza si erige con la posa della prima pietra. Ogni viaggio comincia con un solo passo". Lao Tzu
giovedì 6 aprile 2017
martedì 23 agosto 2016
Pedagogia è Prevenzione
.LEGALIZZARE O PREVENIRE?
Per anni sono stato favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere ma ora, ho decisamente cambiato idea. Lavorando da anni con gli Adolescenti, ultimamente mi è capitato di sentirmi dire: "mi faccio una canna giusto per stimolare un po' l'appetito"...!!! Siamo arrivati a questo? La trasgressione è "normale" nella fase dell'Adolescenza, ma, a parte la troppo precocità delle esperienze giovanili di questo tempo, che sta rovinando troppi giovani, portandoli a vivere esperienze "estreme" ed "eccessive", negative al loro sviluppo psico-fisico, ritengo che l'opinione dello psichiatra Meluzzi, sia da condividere pienamente! In particolare poi, quando si parla di "disincentivo pedagogico" a cui fa riferimento Meluzzi stesso, «E’ un cattivo messaggio al mondo dei giovani...(la legalizzazione) innesta un meccanismo perverso perché la trasgressione si sposterà in avanti, verso altre frontiere. Se la cannabis diventa legale, allora la trasgressione sarà farsi una pippata di cocaina. I confini del piacere si spostano insieme alla possibilità di trasgredire e quindi la tendenza andrà sempre oltre...». Come dicevo prima, la trasgressione è naturale nell'Adolescenza, ma dovremmo aiutare i giovani (e le famiglie stesse), a saper mantenere il tutto entro certi limiti! E non mi vengano a dire che se mi limiti la trasgressione, allora non c'è più gusto....Che gusto c'è rischiare di morire??? Perché invece che "stimolare il peggio" dell'Essere Umano, creando continue DIPENDENZE e MEDICALIZZAZIONI fin dalla giovane età, non lavoriamo per il vero BENESSERE dell'INDIVIDUO nella SOCIETÀ? Come? Con la PREVENZIONE, l'EDUCAZIONE al BENE INDIVIDUALE, SOCIALE, AFFETTIVO e dei SENTIMENTI, in maniera tale da non cercare sensazioni forti che fanno stravolgere la VITA...Perché l’UNICA VERA DROGA di cui abbiamo veramente bisogno è l'AMORE e il RISPETTO per SE STESSI e per gli ALTRI!
mercoledì 27 luglio 2016
Cosa fa il Pedagogista?
IL LEONE VA ALLA GUERRA
Un giorno un
viandante chiese a un pedagogista. “Ma cosa fanno i Pedagogisti?” E il
pedagogista gli raccontò una storia: “Il leone, re della foresta, decise un bel
giorno di fare una guerra e, come fanno tutti i re, diramò un bando fra tutti
gli animali suoi sudditi. -Gli animali- diceva il bando -vengano da ogni parte
della foresta per aiutare il loro re a fare la guerra. Vengano tutti, senza
nessuna esclusione,per prendervi parte. Vennero tutti, dai più grandi ai più
piccoli. Tutti erano stati invitati perché il leone aveva detto che tutti
avrebbero avuto un compito in guerra E quando tutti gli animali furono riuniti
davanti al re e ai suoi ministri, il leone cominciò ad assegnare ad ognuno il
proprio compito. Disse all’elefante: -Tu hai molta forza. Combatterai, ma
porterai anche l’artiglieria e tutto quello che occorre ai tuoi compagni. Poi
disse alla volpe: -Tu che sei il più furbo degli animali, mi aiuterai ad
ingannare il nemico. -E tu- disse all’orso -che sei forte e agile, sarai utile
quando dovremo assalire le fortezze. Scavalcherai le mura e conquisterai in
breve tempo le città. Ad uno a uno il leone chiamò tutti gli animali e trovò
per ognuno un compito preciso per la guerra che stava per cominciare. Quando
comparvero davanti al re gli asini e le lepri, i ministri e i consiglieri gli
dissero: -Questi sono animali inutili alla nostra guerra. Gli asini sono
sciocchi e le lepri paurose e timide, che cosa ne facciamo? Mandiamoli via. Ma
il leone rispose ai suoi consiglieri e ministri: -L’asino ha una voce più forte
della mia. Sarà un’ottima tromba per chiamare a raccolta i soldati. La lepre è
velocissima e porterà i messaggi da un luogo all’altro. Il leone che era saggio
sapeva che nessuno era inutile e disse: -Dovete imparare che tutti sono utili
se usati al momento opportuno e sfruttando le loro capacità.(Il leone va alla
guerra da Esopo) P: “Ecco – infine concluse – il pedagogista è un cercatore di
RISORSE, POSSIBILITA’, SALUTE!”"
(Fonte: Studio Eide)
Studio di Consulenza Pedagogica SocioFamiliare e per la Mediazione : Chi è il Pedagogista?
Studio di Consulenza Pedagogica SocioFamiliare e per la Mediazione : Chi è il Pedagogista?: Lo studioso e lo specialista di processi educativi e formativi (ricerca e applicazione) è definito pedagogista . Il pedagogista è un pr...
Chi è il Pedagogista?
Lo studioso e lo specialista di
processi educativi e formativi (ricerca e applicazione) è definito pedagogista.
Il pedagogista è un professionista dotato di una
formazione multidisciplinare, che solitamente comprende la pedagogia stessa,
la psicologia, l’antropologia, la sociologia, la filosofia.
L’esercizio
della professione di pedagogista comprende l’uso degli strumenti conoscitivi,
metodologici e d’intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di
assistenza, di consulenza e di trattamento abilitativo e riabilitativo in
ambito educativo, culturale e pedagogico rivolte alla persona, alla coppia,
alla famiglia, al gruppo e alla comunità. Comprende altresì la gestione diretta
delle attività di orientamento scolastico e professionale, di progettazione,
coordinamento, direzione e attuazione di progetti per la formazione
professionale, l’aggiornamento, la qualificazione, la riqualificazione e la
selezione del personale nell’ambito di enti, istituzioni, imprese pubbliche e
private, e le attività di sperimentazione, di ricerca, di didattica, di
formazione e di verifica.
Il
pedagogista potrà intervenire direttamente in contesti educativi e sociali dove
la sua competenza pedagogica indirizzerà l’iter formativo e riabilitativo di
persone che vivono situazioni personali e socio-affettive molto difficili e
coordinerà gli educatori sociali e sanitari, glii psicologi junior e gli
assistenti sociali triennali.
Potrà
esercitare la sua azione in agenzie educative, in strutture pubbliche e private
che si occupano, dall’infanzia all’età adulta, di persone con profondi bisogni
specifici. In particolare è in grado di assumere ruoli molto qualificati
nell’ambito della consulenza, supervisione, formazione, coordinamento,
progettazione nelle seguenti aree:
- area socio-sanitaria: ospedali e centri
riabilitativi nei reparti pediatria, ginecologia e ostetricia, servizi di
neuropsichiatria infantile, malattie infettive, oncologia, progetti di
educazione alla salute e sessuali ed emozionali, bulimia e anoressia, per
le mansioni riferite alla consulenza pedagogica;
§ area socio-educativa e
socio-assistenziale: centri
socio-educativi, centri occupazionali diurni, centri di accoglienza per
disabili, asili nido, cooperative di lavoro deputate all’accoglienza delle
persone con disabilità, oratori, ludoteche, centri di aggregazione giovanile,
consultori, centri per le famiglie, servizi di sostegno alle famiglie, servizi
di mediazione familiare, comunità residenziali per disabili, comunità
residenziali per minori, servizi per minori stranieri, servizi di operatori di
strada, servizi socio-culturali, informa giovani, servizi socio-educativi degli
enti locali, servizi per la tutela dei diritti dell’infanzia, servizi di
volontariato e cooperative sociali; centri di recupero per tossicodipendenti;
servizi educativi in carcere; telefoni rosa e azzurri e centri per la violenza
su donne e su minori servizi per l’inserimento lavorativo mirato per soggetti
disabili o problematici; per le mansioni riferite alla consulenza pedagogica e
alla progettazione
§ area scolastica: servizi di consulenza pedagogica
nei CIC nelle scuole comunali e provinciali, coordinamento pedagogico speciale
nelle Scuole dell’infanzia, progetti di intervento speciale per soggetti
disabili, progetti di prevenzione del disagio sociale, della dispersione
scolastica, del bullismo, servizi per l’orientamento, servizi di dopo-scuola e
attività educative extrascolastiche, centri di formazione professionale; come
insegnanti nei licei e negli istituti tecnici e professionali, di filosofia,
psicologia e scienze dell’educazione nella 36/A.
§ area giuridica: affido, adozione, situazioni di
abuso e maltrattamento di minori, criminalità minorile, nuove dipendenze.( nei
tribunali come CTU e CTP.
L’esercizio
della professione comprende l’uso di strumenti conoscitivi, metodologici e di
intervento per la prevenzione, la valutazione e il trattamento dei disagi
manifestati dalle persone nei processi di apprendimento e/o formazione-educazione.
Il
pedagogista può trovare collocazione, in qualità di dipendente o libero
professionista, aprirsi uno studio privato o studio associato con colleghi o
avvocati, psicologi, filosofi, sociologi, medici. Il pedagogista può, inoltre,
operare in qualità di libero professionista in tutti i settori previsti dal
ruolo.
(Fonte:
Wikipedia)
Titolo accademico: Ricordiamo che il Pedagogista è il
professionista laureato in Pedagogia/Scienze dell’Educazione v.o. o in possesso
della laurea specialistica/magistrale classi LS/56, LS/65, LS/87,
LM/50, LM/57, LM/85, LM/93.
giovedì 8 ottobre 2015
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